Nel mese di giugno è stata pubblicata l’annuale edizione del “Terrorism Situation and Trend Report” (TE-SAT) redatto dall’Europol. La relazione fornisce dati sulla situazione della diffusione del terrorismo nell’Unione europea nel 2020 e si basa principalmente su informazioni fornite ufficialmente ad Europol dagli Stati membri dell’UE.
Secondo quanto emerge dal report, violenza terroristica e radicalizzazione online rappresentano il rischio maggiore sia sul fronte jihadista che su quello degli estremismi di destra e sinistra. Se finora l’impatto della pandemia di COVID-19 sulla violenza terroristica sembra essere stato limitato, di tutt’altra portata è l’impatto che questa ha generato sul fenomeno della radicalizzazione online. La presenza prolungata sul web di soggetti già psicologicamente fragili, affiancata alle conseguenze socio-economiche della pandemia e delle sue relative misure di prevenzione e contenimento, ha creato terreno fertile per il reclutamento di soggetti sempre più deboli e vicini a retoriche estremiste.
Ma cosa ci dicono i numeri sul terrorismo in Europa? Il 2020 conta 57 attacchi, inclusi quelli sventati, falliti e compiuti, con 21 vittime, 54 feriti e 449 arresti, di cui 45 in Italia. Se in termini numerici gli attacchi totali risultano in linea con il trend registrato nell’anno precedente (119, di cui 64 nel Regno Unito, ora fuori dalle statistiche Europol e quest’anno oggetto di 62 incidenti di natura terroristica), a preoccupare sono la proporzione tra attacchi compiuti e sventati, ed il sensibile calo degli arresti.
Tale preoccupazione trova spazio in particolare nella sfera jihadista dove, con 10 attacchi compiuti contro 4 sventati ed una riduzione degli arresti pari ad un terzo di quelli registrati nel 2019, i dati dell’Europol mostrano una persistenza della minaccia Jihadista in tutto il continente europeo. Anche nel 2020 le principali azioni legate al terrorismo jihadista si sono concentrate su Germania, Francia, Austria e Belgio. Il modus-operandi è rimasto pressoché invariato, con azioni riconducibili a lupi solitari che subiscono la fascinazione di una predicazione on-line da manuale, spesso spinti all’azione da una pre-esistente condizione di labilità e precarietà socio-economica. Forte l’azione di incitamento mediatico dei principali network di ISIS e al-Qaeda che attraverso le proprie piattaforme di propaganda chiamano all’azione i seguaci dell’occidente. Centrale nel 2020, la controversia generata dalla pubblicazione di nuove vignette satiriche sul profeta Maometto, alla quale è seguito un periodo di forte attivismo nella propaganda jihadista contro la Francia ed il resto dei Paesi occidentali.
Pur restando primario, il terrorismo Jihadista non rappresenta la sola minaccia per la sicurezza e l’ordine pubblico dell’Unione Europea. Nel 2020 infatti, l’attività comunitaria di contrasto al terrorismo si è concentrata anche sul mondo dell’estrema destra ed anarchico, vicino alle fila più estreme della sinistra. Gli incidenti guidati da ideologie vicine all’estrema destra sono stati 4, mentre le azioni riconducibili al mondo anarchico e dell’estrema sinistra ben 25, di cui la quasi totalità in Italia. Se il mondo dell’estrema destra resta legato ad ideologie xenofobe e razziste, il mondo anarchico e dell’estrema sinistra hanno visto aggiungere ai tradizionali temi dell’antifascismo, antirazzismo ed antimilitarismo, nuovi targets quali, telecomunicazioni, infrastrutture 5G, e in generale lo sviluppo scientifico e le misure contro il Covid-19 per “disobbedire” alla “dittatura sanitaria”. Di attenzione, anche gruppi attivi nel mondo animalista e ambientalista.
Persistono inoltre minacce legate al terrorismo etno-nazionalista e separatista, concretizzatesi in 14 incidenti tra Spagna e Francia e 39 arresti in 7 paesi membri. Seppur fuori dalle statistiche, la principale minaccia in tal senso sul continente europeo resta concentrata nel Nord dell’Irlanda.
Le valutazioni dell’Europol quest’anno non hanno potuto prescindere dalla condizione di eccezionalità e trasversalità generata dalla pandemia covid-19. In questo contesto emerge che sebbene l’impatto della pandemia di COVID-19 sulla minaccia terroristica risulti ad oggi limitato, il protrarsi della pandemia potrebbe tuttavia accrescere polarizzazione interna e vulnerabilità degli Stati membri, aumentando il rischio di radicalizzazione e violenza. A medio e lungo termine la pandemia e le sue conseguenze socioeconomiche potrebbero rivelarsi un terreno fertile per la retorica di alcuni (violenti) gruppi di estrema sinistra, di estrema destra e di estremisti islamici, comportando problemi di sicurezza a medio e lungo termine. Terroristi ed estremisti di differente origine ideologica hanno infatti già integrato il Covid-19 nelle proprie narrative sfruttandolo a fini propagandistici anche attraverso la diffusione di Fake News. Oltre al rischio di azioni collettive, l’Europol rileva un rischio sul piano “individuale” per soggetti psicologicamente vulnerabili o che abbiano risentito delle restrizioni covid-19 sul piano economico-lavorativo.
A fronte di questo scenario, le conclusioni dell’Europol sono chiare: la situazione delineata nel TE-SAT 2021 costringe l’UE ad intensificare gli sforzi collettivi nel combattere una minaccia ancora viva. Per Catherine De Bolle, direttore esecutivo dell’Europol, e Claudio Galzerano, direttore del centro antiterrorismo, la lotta alla violenza terroristica ed estremista nell’era della digitalizzazione, passa necessariamente per uno sforzo coordinato in grado di cogliere il potenziale della condivisione delle informazioni attraverso l’utilizzo e l’implementazione delle migliori tecnologie disponibili.
Nella sua nota successiva alla pubblicazione del Report, il Consiglio ha delineato gli aspetti centrali della road-map di risposta alla minaccia terroristica nell’Unione. Tra questi,
- L’istituzione di un quadro per l’interoperabilità tra i sistemi d’informazione dell’UE volto ad agevolare lo scambio di informazioni tra le autorità di contrasto, giudiziarie e di intelligence nella gestione in materia di frontiere, sicurezza e migrazione;
- Un rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne e la cooperazione con i paesi terzi;
- Un Potenziamento gli sforzi nella lotta al finanziamento del terrorismo;
- Il Rafforzamento del quadro giuridico dell’UE per prevenire gli attentati terroristici e affrontare il fenomeno dei combattenti terroristi stranieri;
- Il perseguimento degli obiettivi di digitalizzazione della cooperazione giudiziaria;
- collaborazione nella prevenzione alla radicalizzazione online per impedire ai terroristi di utilizzare internet per radicalizzare, reclutare, incitare alla violenza e facilitare l’esecuzione di attentati terroristici. In quest’ottica le autorità competenti degli Stati membri avranno facoltà di emettere ordini di rimozione nei confronti dei prestatori di servizi, imponendo loro di rimuovere i contenuti terroristici o di disabilitarne l’accesso in tutti gli Stati membri.
Fonti: EUROPOL – Consilium Europa
Ilaria Lezzi
Travel Security Analyst
