Di Luca Dal Boni, con il prezioso contributo di Maria Benvenuto
Era il 1971 quando il termine CPTED (o Sep-Ted, come lo pronunciano gli anglosassoni) viene introdotto per la prima volta da Clarence R. Jeffery, criminologo americano, secondo il quale l’attento design ambientale può dare un contributo positivo alla prevenzione del crimine.
La teoria della Crime Prevention Through Environmental Design, in una sua accezione più moderna, si esplica nel concetto secondo il quale la corretta progettazione e l’uso efficace dell’ambiente che costruiamo possono portare ad una riduzione di opportunità, paura e incidenza di crimini predatori di tipo estraneo-a-estraneo; ciò comporta un miglioramento della qualità della vita nei luoghi in cui viviamo e lavoriamo. La CPTED vede coronare il suo percorso al cinquantesimo anniversario dalla sua formulazione grazie all’ottenimento di uno standard ISO dedicato. Meritato, se consideriamo il contributo che ha dato alla formazione di molte delle più importanti – e di ancora attualissima applicazione – teorie del crimine che si sono susseguite negli anni a seguire, tra cui: il concetto di defensible space, la broken windows theory, la routine activity theory, la rational choice theory, il concetto di situational crime prevention e crime free housing.
L’ISO 22341:2021, pubblicata questo Gennaio 2021 nella sua prima edizione, consta di 23 pagine ad un prezzo di 118 CHF (107 € circa) e nasce dalla branca tecnica ISO/TC 292 Security and resilience, facendo quindi uso del vocabolario serie ISO 22300, recentemente aggiornato alla terza versione, ora 2021-02. Il documento vuole fornire le linee guida per aiutare le organizzazioni a sviluppare gli elementi di base, le strategie e i processi, per prevenire e ridurre il crimine – e la paura del crimine – in ambienti di nuova costruzione o già esistenti. Raccomanda inoltre le contromisure appropriate per il trattamento e mitigazione dei rischi criminalità e sicurezza in modo efficace ed efficiente facendo leva sulla progettazione ambientale. Lo standard ha lo scopo di promuovere una comprensione comune della CPTED nel campo della sicurezza e mitigazione del rischio e si propone come ugualmente applicabile ad ogni organizzazione, pubblica o privata, a prescindere dal tipo e grandezza.
Nello specifico la CPTED pone le linee guida per la progettazione o la riprogettazione di un luogo per ridurre le opportunità di criminalità e la paura del crimine attraverso mezzi naturali, meccanici e procedurali. Questo facendo leva sull’effetto deterrente che, conseguentemente, aumenta il livello di protezione degli asset, nonché la consapevolezza della sicurezza per l’organizzazione in cui è implementata. Tra i concetti chiave della CPTED ritroviamo:
La sorveglianza naturale (Natural surveillance)
Aumentare la visibilità, all’esterno e all’interno, da parte degli occupanti e dei cosiddetti osservatori “spontanei” (dall’inglese “casual observers”) in modo che gli aspiranti autori di reati si rendano conto di essere esposti al rilevamento, facilitandone l’individuazione. Ciò aumenta la sensazione di sicurezza per gli utenti legittimi dello spazio. All’esterno, è necessario prestare attenzione all’altezza di cespugli e muri e al posizionamento di oggetti che potrebbero mascherare comportamenti criminali, soprattutto in ore notturne, durante le quali andrebbe assicurata una buona illuminazione. Da uno studio degli anni ’90 condotto nel Regno Unito intervistando ladri d’appartamento ed autori di furto con scasso, è emerso che la sorveglianza naturale è stato l’elemento deterrente più importante per il 52 percento degli intervistati.
Il controllo naturale degli accessi (Natural access control)
Ciò comporta l’uso di strutture, barriere fisiche e simboliche, illuminazione e segnaletica per direzionare l’accesso verso punti specifici più facilmente controllabili. Per quanto possibile, le vie di accesso dovrebbero essere istintive e naturali. Per essere efficaci, dovrebbe esserci una chiara distinzione tra spazio pubblico e spazio privato.
Territorialità (Natural territorial reinforcement)
Intesa come la creazione di un senso di appartenenza, proprietà e responsabilità da parte degli occupanti di un determinato spazio così che si aumentino le capacità di vigilanza. I “proprietari” hanno un interesse a difendere lo spazio che occupano ed è più probabile che segnalino eventuali “intrusi” alla sicurezza. Misure di rafforzamento territoriale, che possono essere fisiche e simboliche, creano un senso di spazio di proprietà, un ambiente in cui “estranei” o “intrusi” si distinguono e sono più facilmente identificabili.
Gestione e Manutenzione (Management and Maintenance)
Gli spazi, per apparire ben curati e privi di criminalità, devono essere mantenuti in buono stato. Segni di degrado (ad esempio graffiti, spazzatura o mobili abbandonati) danno l’impressione di abbandono, attirando ulteriore degrado e aumentando le opportunità criminali in assenza di custodia e controllo. La manutenzione è quindi fondamentale per dare l’impressione che lo spazio sia ben curato e custodito.
Compartimentalizzazione (Compartmentalisation)
Suddividendo una struttura in compartimenti, o zone, e fornendo un controllo degli accessi su più livelli, il compito di un avversario può essere reso più difficile e dispendioso in termini di tempo, offrendo maggiori possibilità di rilevamento e risposta, senza però compromettere la sorveglianza naturale.
Lo standard, dopo aver attraversato il background storico, le basi teoriche e i concetti chiave, si concentra sulla comprensione del contesto ambientale della criminalità, sui fattori di rischio sicurezza, sulle cause delle vulnerabilità e livelli di rischio. Prosegue quindi con considerazioni su luoghi che generano criminalità, tipi e cause del rischio, parti interessate, contromisure e strategie CPTED. Secondo il documento il processo di CPTED inizia con l’istituzione di un organismo di supervisione, impostazioni degli obiettivi di prestazione e organizzazione di un team di progetto, valutazione del rischio e trattamento dello stesso, valutazione del trattamento, azioni correttive e feedback che riportano alla fase iniziale per la completa circolarità del processo orientata al miglioramento continuo.
Lista fonti
- https://www.iso.org/obp/ui/#iso:std:iso:22341:ed-1:v1:en:sec:intro
- https://www.iso.org/standard/50078.html
- https://www.iso.org/standard/77008.html
- Maria Benvenuto (2020), Il disegno urbano nella lotta alla criminalità e all’insicurezza nelle città, una sfida che coinvolge tutti, Paper finale per il Corso di Perfezionamento in Intelligence e Sicurezza Nazionale, Università di Firenze.
- Crime Prevention – Unit 2, Certified Security Management Professional (CSMP) Course Body of Knowledge, International Security Management Institute (ISMI), UK.
- ASIS International (2012), Protection of Assets – Security Management, Alexandria (VA), USA.
- Randall Atlas (2008) “21st Century Security and CPTED”, Boca Raton (FL), Taylor & Francis Publisher; in ASIS International (2012), Protection of Assets – Physical Security, Alexandria (VA), USA.
- Butler, G. in Gill M. (1994), Crime at Work: Studies in Security and Crime Prevention, Perpetuity Press, Leicester; in Crime Prevention – Unit 2, Certified Security Management Professional (CSMP) Course Body of Knowledge, International Security Management Institute (ISMI), UK.

