Per essere la fine di Maggio fa veramente un tempo da lupi: eppure la gente non sembra averlo notato. Domenica sera -pioggia a parte- il traffico in A14 sembrava quello di una domenica di Luglio: file da bollino nero, gente dappertutto. Anche i ristoranti, nonostante l’obbligo di ospitare solamente all’aperto erano gremiti di clienti infreddoliti, sorridenti per un coprifuoco spostato alle 23:00. Al ristorante le mascherine si abbassano ed i sorrisi finalmente, si vedono. Si gioca di nuovo a calcetto, la gente parla di vaccinazioni e tutti si confrontano sulla data prenotata o sul farmaco che toccherà loro. Si parla di fine del coprifuoco e di vacanze: si comincia così ad uscire dal tempo sospeso.
Si torna progressivamente a vivere. Anche se ci vorranno mesi (forse anni) prima di lasciarci tutto alle spalle, per i bambini che nascono in questi giorni la pandemia sarà una solo una storia: una storia importante raccontata loro dai genitori anno dopo anno. Una storia dai toni più o meno foschi a seconda di quanto le loro famiglie saranno state colpite, di quanti nonni o zii sono scomparsi in questi lunghi mesi di pandemia. Quei bambini vedranno il Covid19 con occhi distaccati.
Forse solo tra vent’anni cominceremo a capire la reale portata delle conseguenze di questa storia ed a capire quanto avremo imparato da questo cigno nero globale. Scopriremo se saremo diventati più resilienti e capaci nel contrastare una minaccia, che pur non nuova, ci ha trovati impreparati e vulnerabili nell’affrontarla. Tra vent’anni, se ci saremo, sapremo anche se saremo migliorati come security manager nell’arte di governare i rischi e di gestire le crisi.
Vent’anni sono pochi per fare i conti con la storia, ma in termini di processi industriali costituiscono un periodo medio-lungo, sufficiente per fare analisi sull’efficacia delle misure correttive e sui processi implementati. Tra pochi mesi ricorderemo inevitabilmente il ventesimo anniversario di un altro tragico cigno nero che ha segnato un momento di rottura cambiando in tutto il mondo il modo di viaggiare, di vivere e di lavorare.
L’11 Settembre 2011 ha segnato una svolta epocale nel security management costringendoci a considerare che insieme all’economia si erano globalizzati anche i rischi: ne è seguita una guerra che continua ancora oggi mutando pelle e scenari geografici.
Era il mio primo anno nel mondo del Security Management e da allora sembra passato un secolo. Siamo diventati più resilienti? Siamo riusciti a rendere le nostre aziende più sicure?
E’ tempo di fare il punto sulla security e sulla sua capacità di temprare la resilienza delle organizzazioni. Il 10 ed 11 Settembre 2021, tenetevi liberi: torna finalmente l’appuntamento con il convegno “Security Manager 4.0.” di ASIS Italy all’interno di una cornice tutta nuova. Le aziende ed il terrorismo vent’anni dopo l’11 Settembre: cosa abbiamo imparato?
Ci incontreremo in presenza a Faenza nello splendido complesso di Faventia Sales oppure online per chi non potrà esserci di persona (abbiamo imparato anche questo). Sperimenterete un evento nuovo di formazione e network, impossibile da imitare. Stiamo lavorando, da settimane, insieme ai colleghi di ASIS Francia, Svizzera, Germania e contiamo con quelli di altri stati dell’Unione per un evento nuovo e fuori dagli schemi.
Ripartiamo con un evento di respiro Europeo, l’Italia in prima fila.
9.11.2001 – 9.11.2021
SAVE THE DATE
di Samuele Caruso, CPP
Chairman ASIS Italy
