Il 9 luglio u.s. si è tenuto il meeting WIS GLOBAL CHAPTER LIASONS in modalità online, che ha visto una ricca partecipazione di colleghe da tutto il mondo.
Sono lieta di anticiparvi alcune delle numerosissime iniziative che verranno condivise nella seconda metà dell’anno, anche se a causa della pandemia molti eventi continueranno a rimanere online: verranno organizzati eventi social, webinar di aggiornamento professionale e ‘visite aziendali’ da remoto.
Questa modalità ci permetterà in ogni caso di aumentare il raggio d’azione e ci consentirà una maggiore possibilità di interazione e di networking a livello internazionale.
Alcuni preziosi consigli e suggerimenti sono stati condivisi con i “nuovi” referenti del gruppo.
A breve sarà istituita una pagina ASIS Connects specifica per i collegamenti WIS, che consentirà di porre domande, supportarsi a vicenda e condividere risorse.
Un’interessante iniziativa discussa durante l’incontro riguarda inoltre la creazione di una libreria WIS, allo scopo di condividere le informazioni sui libri che ci hanno aiutato a plasmare le nostre carriere ed hanno contribuito a costruire la nostra ‘cassetta professionale degli attrezzi’. Qui di seguito una piccola anticipazione: 1. Outliers: The Story of Success, di Malcolm Gladwell. Fuoriclasse, è il resoconto di numerose ricerche che hanno avuto come scopo stabilire cosa accomuna le persone che nella vita hanno raggiunto grandi successi. In un’epoca in cui la ricchezza, l’affermazione sociale e la conquista della celebrità sembrano diventate il nostro principale scopo di vita, è capitato a tutti di porsi alcune domande. Qual è il segreto del successo? È davvero solo una questione di talento individuale e di tenacia nel perseguire gli obiettivi, oppure entrano in gioco altri, imprevedibili fattori? E che cosa differenzia realmente la personalità di colui che eccelle da quella della maggioranza dei suoi simili? La risposta di Malcolm Gladwell fa vacillare una delle convinzioni più radicate nella società contemporanea, cioè il mito del self-made man, dell’uomo che sa imporsi unicamente grazie alle proprie virtù e alle proprie forze. E vi riesce osservando con attenzione particolare i “fuoriclasse”, le persone giunte all’apice del successo, dai campioni dello sport ai geni della scienza, dai virtuosi della musica agli uomini d’affari multimilionari; analizzando le loro doti individuali e i momenti decisivi delle loro straordinarie carriere, ma anche e soprattutto i dettagli in apparenza insignificanti delle loro biografie. I risultati sono sconcertanti: il talento e la determinazione, per quanto indispensabili, non assicurano il successo, ma devono essere accompagnati da altri elementi e circostanze, spesso bizzarri e quasi sempre sottovalutati.
La particolarità dell’approccio suggerito da Gladwell è che ribalta totalmente l’idea del self-made man, vuole farci capire che in realtà siamo da sempre tutti vittime del mito del migliore, del più brillante, della persona che si è fatta da sé, al punto da credere che i “fuoriclasse” scaturiscano naturalmente dalla terra.
Nel libro vengono raccontate numerose storie di persone “fuori dal comune” come ad esempio Bill Joy, il fondatore di Sun Microsystem considerato anche il Thomas Edison di Internet, la storia di Bill Gates, quella dell’avvocato Joe Flom e di Mort Janklow, uno dei più grandi agenti letterari di tutti i tempi e viene spiegata la teoria cosiddetta delle 10.000 ore. 2. Skin in the Game. Hidden Asymmetries in Daily Life, di Nassim Nicholas Taleb La principale tesi esposta in questo libro è che correre dei rischi in prima persona – e condividerli equamente fra tutti – sia un elemento imprescindibile per una società etica e funzionale e, più in generale, per comprendere a fondo la realtà circostante. Taleb, di fatto, fa una riflessione provocatoria sugli incentivi, il vero motore di ogni nostra azione. Il tutto sta nel capire che cosa ci motivi a fare una determinata scelta scomponendo la natura della stessa.
‘Skin in the Game’, letteralmente ‘Pelle in gioco’ significa correre un rischio vero quando si prende una decisione, avere interessi in gioco. Per Taleb è l’unica possibilità di ridurre quelle asimmetrie che sono destinate sovente a produrre disastri. Cosa sono le asimmetrie? Taleb parte da lontano, citando il codice di Hammurabi, riferimento rudimentale di massima simmetria. Esempio: prendiamo un costruttore di case. Se costruisce una casa che crolla, verrà condannato. Prendiamo ora un banchiere che ha di fronte a sé la prospettiva, ogni anno, di prendere un ricco bonus e, invece, trascura la probabilità che si manifesti un vero e proprio collasso dell’economia. Qui l’asimmetria che vuole spiegarci Taleb è chiara; puntare dritto a lauti guadagni, assumendosi rischi eccessivi finisce per sottovalutare la possibilità di causare degli eventi più improbabili, come il possibile collasso sistemico. Improbabili, ma non impossibili: basti pensare alla non lontana crisi finanziaria del 2008. Come si reagisce di fronte al mondo delle asimmetrie?
Taleb parla delle regolamentazioni come modalità standard di intervento: stabilire regole, normare, legiferare. Parte dei disastri del mondo, dice Taleb, è dovuto al fatto che, a proposito di asimmetrie, troppe persone prendono decisioni importanti senza avere un vero interesse in gioco, producendo conseguenze sulla vita degli altri ma non sulla loro, a meno che non venga introdotto un sistema di condanne penali credibile..
Ci vuole “skin in the game”, dice Taleb, per essere credibili, ovvero una motivazione concreta. Quello che abbiamo chiamato ‘engagement’ per tanto tempo e che, in fin dei conti, vuol dire semplicemente ciò che ci motiva e ci appassiona.
Rischiare, per Taleb, non significa non privilegiare le competenze e i valori: tutt’altro. Significa semplicemente che la competenza senza ‘skin in the game’ rischia di distanziare il decisore dall’oggetto della sua scelta. La pelle in gioco, l’assunzione dei rischi, per Taleb ha il seguente corollario: assumersi una responsabilità. Chi ha ‘skin in the game’ diventa credibile agli occhi degli altri, perché si gioca, quasi letteralmente, la pelle. 3. Behave. The Biology of Humans at Our Best and Worst, di Robert Sapolsky Non è una lettura facile. Sapolsky (il neuro-genio del mondo) ci spiega come non abbiamo idea di essere. Quasi 800 pagine ricche di informazioni approfonditissime spiegate nella maniera più semplice possibile. Sapolsky analizza il nostro cervello spiegando perché agiamo e reagiamo in quel modo, quali sono i nostri fattori scatenanti e come, in modo limitato e disciplinato, possiamo prendere il controllo della nostra mente. – Perchè ci comportiamo come facciamo?– Cosa si cela dietro ad un dato gesto ?– Quali sono le componenti che influenzano le nostre scelte quotidiane ?– Esiste il libero arbitrio o siamo schiavi del nostro DNA e dell’ambiente in cui cresciamo?– I nostri pensieri sono liberi, o solo frutto della nostra genetica e dell’educazione ed esperienze che ci sono state impartite in vita?
Queste alcune delle tantissime domande a cui questo libro cerca di rispondere.
E voi, cosa ne pensate di queste iniziative?
Pronte ad unirvi a WIS?
Vi aspetto!
anna.villani@asisitaly.org
