Per chi opera nel settore della sicurezza è di fondamentale importanza riuscire a prevenire il verificarsi di eventi dannosi. Ma per poterlo fare, è necessario prima stabilire quali questi possano essere. Per identificarli, si è soliti ricorrere a delle metodologie di riconoscimento, quale ad esempio l’analisi SWOT (Strengths, Weaknesses, Opportunities, Threats), che consente di individuare sia i rischi negativi che quelli “positivi”. Alcuni rischi, infatti, se correttamente identificati e opportunamente gestiti, smettono di costituire delle minacce al funzionamento del sistema che si intende proteggere e diventano delle opportunità di miglioramento e di sviluppo per il sistema stesso.
Nell’analisi SWOT si dividono i fattori, sia positivi che negativi, interni al sistema da quelli che sono, invece, al suo esterno. Del resto, mentre sui primi è possibile elaborare una strategia di breve termine, dal momento che sono direttamente influenzabili dalla realtà di riferimento, sui secondi si può realizzare soltanto una strategia di lungo termine. E questo perché sono fattori che appartengono al contesto in cui il sistema è inserito e, pertanto, non sono da esso modificabili. Quindi, l’unica cosa che si può fare è analizzarli e monitorarli, al fine di prevedere quale sarà l’impatto che a lungo andare potrebbero avere sia sui punti di forza che sui punti di debolezza del sistema, e decidere le misure da prendere di conseguenza per ottenere il maggior vantaggio possibile.
L’analisi SWOT, tuttavia, non è il metodo più efficace per approfondire queste variabili esterne. Essendo legata a una divisione rigida tra opportunità e minacce, non consente di entrare nel dettaglio di tutte quelle che sono le sfaccettature che caratterizzano tali variabili e di prendere, dunque, in considerazione le loro potenziali implicazioni. Problema che, invece, non si pone con l’analisi PESTEL, la quale si focalizza solamente sull’ambiente esterno al sistema e suddivide i fattori che è possibile individuare in campi di pertinenza: politico, economico, sociale, tecnologico, ambienta

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Con l’analisi PESTEL si riesce, perciò, ad avere una panoramica più chiara e completa sulle interazioni che intercorrono tra i diversi ambiti e il sistema. Si è, così, in grado di stabilire, con un certo grado di accuratezza, in che misura ognuno di essi sia effettivamente capace di favorire l’eventualità che si verifichi un evento dannoso. L’ideale, pertanto, sarebbe quello di integrare sempre l’analisi SWOT con un’analisi PESTEL, di modo da non correre il rischio di trascurare le avvisaglie, ma anche le opportunità, insite nel macroambiente di riferimento.
Fonti:
https://marketingaround.it/analisi/analisi-pestel/.
di Maria Benvenuto
Studentessa Relazioni Internazionali e Studi Europei
